Sicily For Dummies

Marsala e le Egadi isole di luce

Mulino nello stagnone

Mulino nello stagnone

Tra le tante mete da visitare in Sicilia che non abbiamo ancora toccato abbiamo scelto Marsala e l’arcipelago delle Egadi, senza pensarci su siamo partiti per un weekend alla scoperta di quest’angolo di Sicilia e della sua antichissima storia che inizia dall’insediamento fenicio di Mothia.
Marsala dal nome arabo Marsa-Allah porto di Dio, posta sulla estremità occidentale della sicilia costruita sull’antica città originariamente fondata dagli esuli cartaginesi fuggiti da Mothia con il nome di Lilibeo.
Dopo una rapida ricerca di una sistemazione alberghiera sui siti internet specializzati, abbiamo trovato casa in un bed e breakfast al centro di Marsala.
Dopo un lungo viaggio in auto arriviamo a Marsala nel primo pomeriggio e prendiamo possesso delle nostre stanze il tempo di disfare le valigie e usciamo di corsa diretti verso il porto per acquistare i biglietti per l’indomani direzione Favignana ma purtroppo erano terminati e dobbiamo rimandare per il giorno seguente.
Una volta acquistati i biglietti dell’aliscafo possiamo andare alla scoperta del centro cittadino, giusto in tempo per vedere le strade popolarsi di gente in cerca di un posto per cenare come noi o semplicemente a spasso per le strade del paese, non avendo una prenotazione per la cena andiamo alla ricerca di un posto dove cenare senza fretta quindi ci fermiamo in uno dei tanti ristoranti del centro nel quale dopo una rapida consultazione del menù abbiamo preso senza esitare un cous cous di pesce, piatto arabo che è entrato nella tradizione di questa parte della Sicilia ed allo stesso tempo uno dei piatti che più rappresenta l’eccezionale mescolanza di cultura e costumi che caratterizza la Sicilia.
Dopo cena non c’è niente di meglio di una buona passeggiata nel centro storico durante la quale non possiamo fare a meno di notare tutti i negozi aperti e l’eccezionale offerta di ogni genere di conforto, per tutti i palati e per tutte le tasche, dal semplice arancino o arancina come la chiamano da queste parti agli innumerevoli ristoranti che offrono decine di piatti a base di pesce.
Visto che la nostra gita a Favignana è rimandata di 24 ore la mattina dopo partiamo verso nord alla scoperta delle isole dello stagnone e delle spiagge di Marausa, lo stagnone caratterizzato dalle acque basse tra 1 e due metri, è un piccolo arcipelago di isole che fanno parte delle Egadi raccolto in una laguna limitato tra la costa siciliana e l’isola grande con al centro l’isola di San Pantaleo nella quale sorgeva l’antica colonia fenicia di Mothia.

Dopo un breve giro di ricognizione nell’area del pontile e del mulino a vento ancora attivo attorno al quale ancora oggi lavorano gli operai del sale, decidiamo di prendere i biglietti per la mini crociera attorno all’isola di San Pantaleo che si rivela molto interessante in quanto ci permette di conoscere meglio lo stagnone e la sua antichissima storia, l’acqua in tutta la laguna è particolarmente bassa ma scopriamo anche il tracciato di un’antica strada fenicia dalla larghezza di circa 10 metri che collegava con un percorso di 2 km Mothia alla terra ferma oggi sommersa sotto 50 cm di acqua ma ancora visibile.
Al rientro dal nostro giro dopo aver preso qualcosa da mangiare per il pranzo ci dirigiamo alla vicina spiaggia di Marausa dove decidiamo di passare il pomeriggio ripromettendoci di tornare allo stagnone in tempo per assistere al tramonto sulla laguna, qui con un po di fortuna si possono ammirare dei tramonti spettacolari, purtroppo qualche nuvola rovina lo spettacolo ma questa è la bellezza di andare a caccia di tramonti, essere presente quando coincidono tutti gli elementi che fanno il tramonto perfetto è difficile ma da grande soddisfazione.
Al rientro lasciamo le auto vicino al nostro b&b e dopo un breve giro torniamo allo stesso ristorante della sera prima con l’intenzione di provare le busiate, la pasta fresca tipica della provinci di Trapani, in particolare ci incuriosiscono le busiate con ragù di tonno uvetta e pinoli ma proviamo anche le busiate con pesce spada e crema di pecorino.
Di mattina presto prendiamo l’aliscafo per Favignana che raggiungiamo dopo una breve traversata, appena arrivati facciamo un giro per il paese dove non possiamo fare a meno di notare le tante agenzie di noleggio nelle quali si può noleggiare un mezzo di trasporto per girare l’isola, quindi dopo esserci fatti un’idea decidiamo di prendere a noleggio delle biciclette con le quali ci dirigiamo subito verso una delle più belle spiagge dell’isola la cala azzurra, per l’ora di pranzo prendiamo qualcosa da mangiare in un chiosco poco distante e andiamo al bue marino una delle più suggestive discese al mare dell’isola attraversando il tipico paesaggio caratterizzato dalle cave di tufo.

Ma non si può andare a Favignana senza visitare una delle cale più belle, la Cala Rossa che è senz’altro anche la più famosa, qui il colore dominante è il turchese dell’acqua cristallina tanto che si fa fatica a capire il perché sia stata chiamata Cala Rossa se non si conosce la storia infatti fu chiamata così per via del sangue versato dai cartaginesi, sconfitti dai romani durante la prima Guerra punica, nel 241 a.C..
Rientriamo a Marsala in serata la nostra breve vacanza volge al termine, all’indomani rientreremo a casa ma non senza passare da una delle storiche cantine di Marsala a prendere qualche bottiglia da portare a casa come ricordo.

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