Sicily For Dummies

Weekend a Palermo

Siamo arrivati a Palermo in auto percorrendo la A19 che collega Catania a Palermo intorno alle 11 del mattino. Avevamo deciso di dedicarci alla visita dei siti fuori Palermo all’arrivo prima di andare in albergo e dopo averlo lasciato il giorno della partenza , quindi ci siamo diretti immediatamente verso Monreale che dista poco più di 5 km dal Viale Regione Siciliana, la strada che collega gli ingressi di Palermo. Prendendo l’uscita di Corso Calatafimi in direzione sud, poi per evitare inutili perdite di tempo alla ricerca di un parcheggio, ci siamo diretti immediatamente nel parcheggio vicino al Duomo di Monreale.

Il Duomo di Monreale

Una volta liberi dalle auto siamo andati direttamente al Duomo di Monreale, un grande edificio la cui costruzione risale al 1174, in epoca normanna. Cominciamo la nostra visita entrando dal portico di sinistra. Una volta all’interno non si può fare a meno di restare a bocca aperta di fronte alla bellezza dei dipinti, dei mosaici e degli arredi che nel corso dei secoli hanno impreziosito la chiesa. Da visitare il chiostro, anche se c’è da pagare un piccolo biglietto di 6 euro.

Via Maqueda e i quattro canti

Dopo una breve sosta per rifocillarci, e dopo aver lasciato i bagagli in albergo vicino al centro di Palermo, usciamo a prendere conoscenza della città percorrendo Via Ruggero VII, la strada che taglia Palermo da est ad ovest, lungo la quale sorge il Teatro Massimo il più grande teatro lirico italiano e uno dei più grandi in Europa. La città è un museo a cielo aperto come tutta la Sicilia. Lungo la continuazione della strada che prende il nome di Via Maqueda, storica arteria stradale di Palermo aperta nel 1599, incontriamo edifici come la chiesa di Santa Ninfa ai Crociferi edificata nel 1600. Continuando ancora arriviamo a quello che può essere considerato il centro di Palermo Piazza Vigliena detta “I quattro canti”, centro virtuale di Palermo voluto nel 1600. Ha una pianta ottagonale su ognuno dei quattro prospetti. Nel primo ordine ci sono 4 fontane che ricordano i 4 fiumi della città, nel secondo ordine 4 statue che rappresentano le stagioni, sopra le statue di 4 re del periodo spagnolo. Nell’ultimo ordine le 4 vergini sante protettici di Palermo. Perfettamente perpendicolare a Corso Vittorio Emanuele, o il “Cassaro” come lo chiamano i palermitani ancora oggi, la più antica strada di Palermo. Proseguendo su via Maqueda a pochi passi dai quattro canti la monumentale fontana di Piazza Pretoria detta anche la fontana della vergogna. Alle spalle della fontana in Piazza Bellini troviamo la Chiesa della Martorana o San Nicolò dei Greci appartenente alla comunità di piana degli albanesi dove si officia la liturgia il rito bizantino. A questo punto decidiamo di prendere il trenino turistico in piazza Bellini per fare un rapido giro e conoscere meglio il centro storico di Palermo.Il simpatico autista Enrico ci porta a vedere i punti di maggior interesse di Palermo scendendo fino al porto per risalire fino al Palazzo Reale e l’immensa Cattedrale di Palermo che visiteremo domani.

Lo Street Food a Palermo

Focacceria San FrancescoA questo punto, lasciato il trenino, ci dirigiamo alla Kalsa verso l’Antica Focacceria San Francesco, che ha fatto dello Street Food un arte, dove abbiamo potuto assaggiare tra le altre cose il “U pani câ meusa“.

 

 

 

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

Il nostro secondo giorno a Palermo inizia presto con una buona colazione in albergo per partire subito verso il Palazzo Reale o Palazzo dei Normanni che tra le altre cose ospita l’Assemblea regionale Siciliana il più antico parlamento del mondo. Per raggiungerlo percorriamo nuovamente via Maqueda fino ai quattro canti per risalire dal Corso Vittorio Emanuele, lungo il Corso ci fermiamo a visitare la chiesa del Santissimo Salvatore, incuriositi dal fasto delle decorazioni e dagli arredi barocchi oltre che dalla particolare disposizione della platea simile ad una sala teatrale. Una volta superata la Cattedrale che ci riserviamo di visitare al nostro ritorno, ci immettiamo in Piazza Vittoria interamente occupata da un’area a verde, Villa Bonanno dal nome del sindaco che volle riqualificare quest’area antistante il palazzo dei Normanni. Superato il rigoglioso giardino di fronte a noi vediamo la parte rinascimentale del Palazzo che oggi ospita il comando dell’Esercito Italiano. Una volta attraversata Porta Nuova  arriviamo in Piazza Indipendenza dove si trova l’ingresso turistico.
Girando attorno all’edificio non abbiamo potuto fare a meno di notare la straordinaria sovrapposizione di stili e cubature che denunciano la sua lunga storia. La prima costruzione del Palazzo Reale risale alla dominazione araba in Sicilia ma diventa il centro nevralgico del potere in Sicilia con l’avvento dei Normanni e degli Svevi subendo ulteriori ampliamenti e rimaneggiamenti in epoca rinascimentale e sotto la dominazione borbonica. Una volta entrati si accede al grande cortile Maqueda, circondato da un loggione su tre ordini di altezza dal quale si accede al primo piano alla magnifica Cappella Palatina. Bisogna tenere in considerazione che non tutti gli ambienti sono sempre aperti al pubblico come la Sala d’Ercole sede dell’Assemblea Regionale e gli ambienti utilizzati per le attività parlamentari.
All’uscita facciamo una pausa in uno dei locali nei pressi della Cattedrale dove si può fare una pausa veloce gustando prodotti tipici come arancine e cannoli.

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo è il monumento che meglio racconta la lunga storia di Palermo come un grande libro di pietra, edificato nel 1185 con l’avvento dei Normanni, nel sito su cui sorgeva una moschea che a sua volta era stata ricavata da una basilica cristiana, ha subito molteplici interventi che attraverso la loro sovrapposizione raccontano la storia degli ultimi 1000 anni della Sicilia. All’interno della Cattedrale nella quale sono stati incoronati tanti sovrani e che ne custodisce le spoglie mortali tra gli altri Federico II di Svevia lo “Stupor Mundi”

Ballarò

BallaròA poca distanza dalla Cattedrale si svolge il caratteristico mercato di Ballarò. Noi non ci siamo fatti sfuggire la possibilità di una veloce visita, deviando a sud rispetto a Via Vittorio Emanuele addentrandoci nel cuore del quartiere dell’Albergheria. Il mercato è dedicato principalmente alla vendita di frutta e ortaggi provenienti dalle campagne oltre alla carne e il pesce ma all’interno del mercato si vendono anche cibi cotti ,oltre al cibo di strada come le panelle e i cazzilli.

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La Kalsa

Proseguendo verso nord superata Via Maqueda ci troviamo nel quartiere Tribulali o meglio Kalsa (il vecchio nome arabo ancora oggi utilizzato dai palermitani) costruito sopra quello che era l’antica cittadella fortificata sotto la dominazione araba. E’ uno dei quattro quartieri storici di Palermo, confina sul lato nord-est con la piazza dei quattri canti come gli altri quartieri storici di Palermo, passeggiando per le strade del quartiere si può ripercorrere la storia di questa città millenaria nel quartiere sorgono importanti testimonianze come l’imponente Palazzo Chiaramonte Steri e il Palazzo Abatellis di epoca medievale. Altre testimonianze importanti sono i palazzi e le chiese in stile barocco come il Palazzo Bonanno Lungarini e la Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa.
Ci sarebbero tante altre cose da vedere ma ormai si è fatto tardi e decidiamo di fermarci a mangiare in uno dei locali del quartiere.

Monte Pellegrino

La nostra breve vacanza volge al termine ma prima di lasciare Palermo decidiamo di visitare il Santuario di Santa Rosalia, la patrona di Palermo, ricavato in un anfratto della roccia sul Monte Pellegrino.

Mondello

Ai piedi del Monte Pellegrino, sul versante opposto il Golfo di Mondello, ci fermiamo a respirare un po’ di aria di mare e una facciamo un rapida visita al suo famoso stabilimento balneare set di decine di pellicole prima di lasciare definitivamente Palermo pronti a ritornare al più presto per colmare le tante lacune, con la convinzione che la nostra breve visita sarà propedeutica alle prossime visite.

 

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