Sicily For Dummies

Una settimana a Siracusa non basta

Siracusa e il suo territorio possono essere visitati in due modi.
Il primo, quello più rapido, nonché il più classico, è soggiornarvi un paio di giorni e visitare i monumenti più famosi, che l’hanno fatta diventare patrimonio dell’Unesco.
Noi invece abbiamo scelto la seconda opzione, decidendo di rimanere una settimana e di andare alla scoperta del Sud Est e delle sue gemme nascoste.

Arrivati all’Aeroporto di Catania abbiamo preso l’auto che avevamo noleggiato e ci siamo diretti a Ortigia.

Il nostro appartamento si trova nel cuore dell’isola, a pochi passi da Piazza Archimede e Piazza del Duomo. Con due ampie camere da letto, un soggiorno con divano letto e una cucina attrezzatissima, Sirhouse si è rivelato perfetto per le esigenze della nostra famiglia. Preziosissimi anche i consigli del proprietario che ci hanno fatto scoprire ristoranti tipici deliziosi e angoli incantevoli fuori dalle rotte turistiche.

I primi due giorni li abbiamo dedicati alla scoperta dell’isola e dei suoi stretti vicoletti e cortili, impreziositi da balconi in ferro battuto e facciate in pietra decorati da maestri artigiani del 18° secolo. Piazza Duomo, con la sua Cattedrale, unica nel suo genere, con la sua facciata barocca e le colonne greche al suo interno sono l’essenza di questo territorio, ricchissimo di vestigia che testimoniano il passaggio di tante dominazioni nel corso dei secoli.
Proseguendo attraverso via Pompeo Picherali raggiungiamo la Fonte Aretusa, famosa per il suo mito dell’amore di Alfeo per la ninfa Aretusa che si perde nella notte dei tempi. Caratteristica peculiare è la pianta del papiro, da cui si ricava una carta molto pregiata, che cresce soltanto qui e in Egitto.
A pochi passi da qui il lungomare Alfeo regala una vista incantevole sul porto e sulle colline che si scorgono in lontananza. Approfittiamo di uno dei numerosi bar per rinfrescarci un po’ e goderci un tramonto rosso fuoco, che ci dicono essere tipico di queste parti.

Il giorno successivo visitiamo il Parco Archeologico della Neapolis.
All’interno troviamo il teatro Greco, l’orecchio di Dionisio, l’Anfiteatro romano, la grotta dei cordari e le latomie del Paradiso. Visitare questo verdissimo parco è stata un’esperienza incredibile, come fare un salto indietro nei secoli.

Dopo una pausa per il pranzo, attraversando il viale Teracati, ci siamo diretti alla chiesa di San Giovanni, per visitare le sue Catacombe, le più grandi del mondo, dopo quelle di Roma. All’interno di questa città sotterranea, costruita dai primi cattolici per sfuggire alle persecuzioni dei Romani, troviamo la cripta di San Marciano, vescovo di Siracusa.

Il quarto giorno è dedicato al mare e alla scoperta delle spiagge più belle della provincia di Siracusa. Guidando in direzione sud, verso Pachino, troviamo Eloro, subito fuori Noto, Calamosche, Vendicari, San Lorenzo, Marzamemi, Portopalo e Capopassero, isola delle Correnti, l’estremo lembo della Sicilia Sud Orientale. Dopo aver nuotato in un mare cristallino, circondati da una natura selvaggia, sulla strada del ritorno decidiamo di fermarci a Noto.

Questa cittadina, capitale del Barocco siciliano, è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 2002. La cattedrale, palazzo Ducezio, la Chiesa di San Domenico e palazzo Nicolaci, sono i monumenti più importanti che si affacciano sul Corso principale del paese. Prima di ripartire però è d’obbligo una sosta ristoratrice al Caffè di Sicilia, per assaggiare le specialità del maestro Corrado Assenza.

Siracusa e il suo territorio non sono soltanto famosi per il mare e le spiagge. Anche l’interno ha infatti delle aree naturalistiche molto importanti, come ad esempio Cava Grande del Cassibile, con i suoi famosissimi laghetti o la Necropoli di Pantalica con le sue 5000 tombe scavate nella roccia.

Molto interessanti sono anche i paesi dell’altopiano ibleo, che testimoniano ancora oggi un passato agricolo, una natura incontaminata e prodotti tipici d’eccellenza come l’olio d’oliva, il miele, la ricotta e i formaggi.

Abbiamo trascorso un’intera giornata in quest’area visitando Palazzolo Acreide, con il suo Teatro Greco e le sue numerose chiese con i loro santi ancora oggi venerati e festeggiati, in special modo durante il periodo estivo. Ci siamo poi diretti a Buscemi, il paese museo, con i luoghi del lavoro contadino, una vera e propria sorpresa per noi, che ricostruiscono la vita, gli usi e i costumi di un passato che da queste parti non solo non si vuole dimenticare, ma piuttosto valorizzare e conservare nel tempo.

BUSCEMI paese museo 2 from francesco sole on Vimeo.

L’ultimo giorno di vacanza decidiamo di passarlo in pieno relax, senza muoverci più di tanto. Al mattino andiamo al mercato di Ortigia per acquistare i prodotti tipici che abbiamo assaggiato in questa settimana per portare con noi i sapori e gli odori di questa magnifica terra. Subito dopo decidiamo di andare a visitare l’area marina protetta del Plemmirio, che si estende tra la Penisola della Maddalena, Capo Murro di Porco e Punta Castelluccio. I fondali di questa costa, ricchissimi di flora e fauna endemiche, ben si prestano a immersioni e snorkeling, sia per esperti che per neofiti, e rimarranno per sempre nei ricordi di questa nostra vacanza che ormai volge al termine.

Consigliamo a tutti coloro che vogliono fare una vacanza in questa zona di prendersi il giusto tempo per conoscere a fondo i monumenti, i sapori e i paesaggi di una Sicilia autentica che aspetta di essere scoperta e vissuta 365 giorni l’anno.

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